FAQ

Cosa significa “schema B”?


Dopo il Vaticano II si sono preparati ufficialmente quattro schemi o disposizioni dei salmi per gli ordini monastici. I primi due (A e B) accolgono l’invito di san Benedetto nella Regola di pregare l’intero Salterio in una settimana. Lo schema A, adottato tra gli altri anche dall’Abbazia di Solesmes, rimane formalmente più vicino alla proposta della Regola di san Benedetto, solo ridistribuendo alle Ore minori i salmi dell’abolita Ora Prima.

Lo schema B, studiato e preparato dal monaco svizzero Notker Füglister, è più innovativo e dispone i salmi tenendo presente i generi letterari ed evitando ripetizioni; dopo lo schema A è il più diffuso nei monasteri, ed era molto opportuno preparare un libro per il canto dell’ufficio in gregoriano secondo questo schema.




Perché le antifone hanno talvolta una melodia diversa da quelle delle pubblicazioni di Solesmes?


Il lavoro relativo all’Antifonale Monastico di Praglia è iniziato nel 1995 per i testi e nel 2000 per le melodie, quindi prima dell’edizione dell’Antifonale Monastico di Solesmes (2005-2007). Per l’Antifonale di Praglia è stato adottato il criterio di fondo, in accordo con le acquisizioni musicologiche attuali, di restituire la melodia di ogni antifona secondo un unico concreto manoscritto, poi citato nell’indice delle fonti, correggendo solo le eventuali imprecisioni semitonali.

Anche Solesmes ha seguito questo criterio, ma solo per le antifone provenienti da Hartker “prima mano” (i lavori di Solesmes e di Praglia hanno quindi differenze minime per questo gruppo di antifone), mentre per le altre spesso non ha ritenuto necessario vincolarsi strettamente a un’unica fonte (nell’Antifonale di Solesmes l’indice delle fonti non c’è).




Perché il testo degli inni non concorda con quello del Liber Hymnarius?


Il Liber Hymnarius ha recepito il testo degli inni rivisto dopo il Concilio Vaticano II da Anselmo Lentini. Il lavoro approntato da Lentini e poi entrato nella Liturgia Horarum, mentre costituiva un netto passo avanti rispetto all’innario Romano, risalente al 1500, non lo era rispetto all’innario benedettino, già molto vicino al testo critico. Si è preferito quindi mantenere il testo OSB (AM 1934 e Breviari dell’Ordine Benedettino), corretto solo nei pochi casi in cui si discostava dal testo critico.




Perché la melodia degli inni molte volte è diversa da quella del Liber Hymnarius?


Dopo prolungata riflessione, si è deciso di seguire anche per la restituzione della melodia degli inni il criterio adottato per quella delle antifone, individuando e trascrivendo un’unica fonte per ciascuna. Concretamente questo non è stato sempre possibile, per cui in alcuni casi si è mantenuta la melodia del Liber Hymnarius.

È da notare che in non pochi casi i manoscritti scrivono l’inno notandolo per esteso, risolvendo così in modo autorevole i casi di versetti ipermetrici, dove la tradizione più antica preferiva modificare leggermente la melodia piuttosto che intervenire sul testo.




Perché non c’è un Salterio latino completo nell’AM di Praglia?


Nei due volumi dell’AM di Praglia si trova un Salterio festivo, con il testo latino dei salmi necessari alla celebrazione delle domeniche, delle solennità e delle feste. Manca invece un Salterio feriale completo secondo lo schema B. Questo problema, che si pone per chi celebra in latino anche le ferie, non sarà difficile da risolvere preparando un sussidio adeguato; speriamo di potere in futuro rendere disponibile da parte nostra una proposta in formato PDF, scaricabile gratuitamente, con il Salterio feriale latino disposto secondo lo schema B.